Storia del cammeo

Avanti cristo

L'incisione su cammeo e' un'arte che affonda le sue radici lontano nella storia. Ogni cammeo e' un lavoro di scultura in miniatura, amato dai collezionisti sin dal IV secolo a.c.

I cammei antichi rivelano le maniere, le usanze, le filosofie, le credenze, eventi sociali e storici che hanno marcato il nostro passato. Solo di recente abbiamo associato il nome "cammeo" con i profili di belle donne, qualche volta incisi male, prodotti solo per soddisfare i gusti dei consumatori. Infatti la gamma di soggetti ancora da incidere su cammeo e' enorme.

Di seguito e' descritto lo sviluppo del cammeo dal suo inizio ai giorni moderni. Una storia affascinante.

La prima pietra incisa conosciuta risale al 15.000 a.c., dove incisioni rupestri venivano eseguite nella roccia per ricordare e comunicare. Questo sviluppo di simboli rappresentavano idee e geroglifici, che ricordavano eventi in forma pittorica.

La scrittura e tutte le altre forme d'arte discendono da queste prime rudimentali forme di comunicazione.

I sigilli

Il passo successivo prima di arrivare al cammeo, sono i sigilli. Alcuni esempi di essi risalgono al periodo che va dal 3000 al 4000 a.c. Fatti in una varieta' di materiali come legno, avorio e pietra. L'iscrizione o l'intaglio era impresso su una superficie soffice come argilla o cera per sigillare una lettera, un contenitore o una caraffa . Fin quando i sigilli erano intatti i contenuti erano al sicuro. Gli stessi sigilli erano indossati come amuleti, o portafortuna per proteggere chi lo indossava contro il demonio.

Il piu' noto degli antichi sigilli e' lo scarabeo egiziano. L'immagine dello scarabeo era incisa sulla sommita' tondeggiante di una pietra, e la base piatta era incisa con simboli per la buona fortuna, preghiere per la morte, sortilegi e nomi. Gli antichi scarabei erano incisi sulla steatite, alabastroe serpentina. In seguito tali sigilli furono eseguiti anche in ceramica.

Pietre dure

Solo quando furono costruiti i primi macchinari essi furono realizzati nel piu' duro calcedonio, corniola e onice.

A dispetto delle enormi produzioni di massa, i lavori degli egiziani non mancavano di creativita'. I fenici, etruschi, greci e romani svilupparono l'arte delle gemme incise al punto che i loro sigilli divennoro oggetti da collezione.

La civilizzazione micenea in Grecia, Creta e Cipro raffino' il mestiere a uno standard elevato, ma nel XII secolo a.c. Micene cadde, e l'arte dell'incisione sulle gemme declino' fino a scomparire quasi del tutto. Rinacque grazie ai Greci fra l' XI e l' VIII secolo a.c. ma gli artigiani non avevano i macchinari necessari come gli antichi egiziani, quindi dovevano lavorare la dura pietra a mano. A partire dall'eta' dell'oro, dal V al IV secolo a.c. gli incisori greci superarono per bravura gli incisori micenei. Infatti loro lavoravano su pietre dure preziose e semipreziose, selezionando tali pietre per colore e per la capacita' di filtrare la luce. Usavano il calcedonio, il diaspro, la corniola, il turchese e la malachite.

Poi, nel III e II secolo a.c., il cammeo, l'incisione in bassorilievo, fu sviluppata in seguito all' introduzione di materiali multicolorati e a piu' strati come la sardonica proveniente dall'India e dall'Arabia, all'inizio considerate pietre sintetiche. I romani cominciarono ad utilizzare macchinari semplici per l'abbozzo e infine incidevano i dettagli a mano utilizzando i primi bulini realizzati in bronzo o ferro.

I soggetti

Sebbene i miti e le leggende antiche erano ancora usati come soggetti da incidere, i ritratti trovavano un loro spazio nel repertorio dell' incisionesu cammeo. Anche uomini famosi come Alessandro il grande erano ritratti come divinita' classiche. Come in ogni arte, il talento degli artisti variava, c'erano bravi e cattivi esempi di incisione e intaglio, alcuni dei quali erano usati per la gioielleria.

Il piu' importante lavoro di bassorilievo in sardonica di quel periodo e' la tazza farnese, che prende il nome dalla famiglia che l'acquisto' nel XV secolo d.c. Fatta circa 150 anni prima della nascita di Cristo, la sua interpretazione e' ancora discussa.

Alcuni la ritengono opera alessandrina di etá ellenistica, usata per cerimonie rituali alla corte egizia. Le immagini rappresenterebbero Cleopatra III, il marito Tolomeo VIII (morto nel 116 a.C.) e il figlio Tolomeo X Alexandros; secondo altri, invece, vi Ë rappresentata Cleopatra VII, ultima regina d'Egitto, sconfitta da Ottaviano nel 31 a.C.

Secondo una diversa ipotesi, la figura femminile centrale sarebbe Iside, simbolo dell'Egitto, assimilata a Demetra, dea delle messi e della natura feconda; a sinistra vi sarebbe Osiride, assimilato a Ade/Plutone, con la cornucopia simbolo dell'abbondanza; ma potrebbe anche trattarsi della personificazione del Nilo; al centro Horus/Trittolemo, simbolo del sole nascente, con il giogo dell'aratro e il sacco delle sementi; a destra due figure femminili, personificazioni delle Stagioni. In alto si librano in volo due giovani, uno dei quali soffia nella buccina, a rappresentare i venti estivi che provocano le inondazioni del Nilo. La raffigurazione nel suo complesso sarebbe dunque un'allegoria della prosperitá del regno tolemaico di Egitto.

Sotto la tazza e' rappresentata la testa della medusa Gorgone, con i serpenti fra i capelli. Dopo la morte di Alessandro Magno, il potere passo' dai greci ai romani, e molta dell'arte, della letteratura e della filosofia greca divenne parte della cultura romana. L'arte del cammeo divenne molto piu' importante, e i cammei furono utilizzati ampiamente nella gioielleria, cosi' come quelli piu' grandi venivano usati per ritratti e per decorare case di famiglie ricche. Centinaia di artigiani greci vennero in Italia per soddisfare la richiesta di cammei di ogni genere. E ancora, gli artigiani non erano dotati tutti delle stesse capacita', e tutte le qualita' di incisione da quella eccezionale a quella mediocre possono essere viste in questo periodo.

Un ottimo esempio di incisione di questo periodo si puo' vedere nella Gemma Augustea, incisa in onore dell' imperatore Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, e il Gran Cammeo di Francia, inciso da Dioskourides nel 25 a.c. (misura 31 cm di altezza per 26,5 di larcghezza) http://www.storicamente.org/01_fonti/immagini/giuliani.htm)

Dopo cristo

Poi giunsero i Secoli Bui, quando Roma e le antiche civilizzazioni caddero sotto le conquiste barbariche. La religione cristiana scoraggio' l'idolatria, che includeva lavori artistici, specialmente sculture, e in quanto cristiani non avrebbero piu' dovuto seppellire i loro oggetti con la loro morte.

I Secoli Bui dell'incisione su cammeo inizio', le conoscenze in merito a tale arte furono ancora una volta perdute, e l'avvicinamento alle arti negato. Alcune conoscenze riguardo l'arte dell'incisione furono conservate attraverso i monaci, e l'incisione comincio' ad apparire di nuovo su dittici e trittici, due o tre pannelli di legno o avorio inciso. Questi rappresentavano per lo piu' soggetti religiosi. Dal rinascimento in poi ci fu un nuovo interessamento al classicismo, e furono riutilizzati per i cammei tutti i miti e le leggende antiche dagli incisori di quel periodo.

Tradizione Napoletana

Gradualmente, le conoscenze antiche furono riabilitate, e si pensa che un uomo di mare proveniente dal golfo di Napoli comincio' ad incidere su conchiglie marine durante un lungo viaggio in mare. Erano lavori che si avvicinavano piu' all'intaglio che all'incisione vera e propria, cosi' inizio' la tradizione dell'incisione su conchiglie che hanno la struttura a strati richiesta per tale lavorazione.

Solo nella meta' del XVIII secolo le esplorazioni rivelano nuove varieta' di conchiglie. Le Cassis tuberosa dall'ovest delle indie le Strombus gigas dalle Bahamas. Questo incremento' il numero di cammei incisi su conchiglia. Le conchiglie di strombo si incidono molto bene ma il loro colore si schiarisce nel tempo. Le migliori conchiglie oggi sono considerate quelle del Madagascar, Bahamas e sud Africa e sono le Cassis Madagascarensis. Tali conchiglie si differenziano dalle altre in quanto hanno un forte contrasto fra lo strato superiore che è bianco e quello inferiore che nel migliore dei casi risulta essrere di un marrone molto bruno che va quasi nel nero.

Si ritiene che in Inghilterra sia stata Elisabetta I a introdurre l'abitudine di regalare un cammeo pendente o a spilla come regalo. La popolarita' del cammeo giunse al culmine nel XVIII secolo, e artisti da tutto il mondo andavano a Roma o Firenze per ricevere insegnamenti nell'arte dell'incisione. Vennero realizzate copie fraudolente di lavori di altissimo livello, e la produzione di massa riporto' il cammeo a una qualita' piu' povera. La regina Vittoria era ben nota per il suo amore verso cammi, e durante il suo regno la popolarita' dei cammei raggiunse di nuovo il culmine.

Oggi i cammei sono ancora venduti come oggetti di gioielleria. Ci sono sempre meno incisori artisti. Esistono ancora dei magnifici lavori, ma purtroppo si realizzano cammei in produzioni di massa a prezzi molto economici, per soddisfare le richieste del turista, e degli acquirenti poco interessati all'arte del cammeo.